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27 febbraio 2012

Verità e bugie sugli integratori: il tribulus terrestris


del dott. Bryan Haycock


Ho conosciuto il tribulus terrestris attraverso il Tribestan ®, che credo sia stato il primo prodotto di tribulus terrestris commercializzato al pubblico, menzionato da Dan Duchaine in Underground Steroid Handbook. Da allora ho accumulato principalmente notizie di seconda mano su come, o quanto bene, funziona. Il tribulus è un integratore erboristico usato in Europa orientale sin dalla fine degli anni '70. I suoi presunti effetti comprendono il maggiore rilascio di ormone luteinizzante e perciò la maggiore produzione di testosterone, maggiore produzione di sperma, maggiore volume eiaculatorio e maggiore libido. Nei giovani affetti da ipogonadismo è stato osservato anche un aumento dei peli pubici. Tutti questi effetti fanno del tribulus un integratore veramente interessante.

Per onestà devo dirvi che sono state eseguite poche ricerche sul tribulus al di fuori dell'Europa orientale, dove sono stati sovvenzionate in gran parte da un'azienda bulgara di nome Sopharma. Ciò rende molto difficile trovare studi indipendenti in inglese perché sono praticamente inesistenti. La maggior parte delle informazioni che fornirò sono distribuite dalla bulgara Sopharma. Molti di voi sanno che questa è l'azienda che produce il Tribestan ® . Questo non significa necessariamente che i dati siano falsi. E' semplicemente una cosa da tenere presente quando si interpretano i dati. Gran parte della ricerca Sopharma sul tribulus terrestris è stata usata per ottenere un brevetto e registrare il prodotto per la distribuzione negli Stati Uniti.

Lo scopo originale dell'estratto di tribulus terrestris era essere un "tonico" per curare la disfunzione sessuale. Negli studi zootecnici l'estratto di tribulus ha mostrato di stimolare lo stimolo alla monta nei montoni e nei verri. Quando l'integratore Tribestan ® è stato somministrato agli uomini sani (Milanov, 1981) con una dose di 750 mg il giorno per 5 giorni, l'LH e il testosterone sono aumentati rispettivamente del 72% e del 40%. Come potreste aspettarvi, anche l'estradiolo è aumentato. Infatti, l'estradiolo è aumentato dell'81%! L'aumento del testosterone è ovviamente quello che ci interessa, ciò nonostante, non potete ignorare il fatto che ogniqualvolta aumentate il testosterone aumenterete anche l'aromatizzazione e perciò i livelli di estrogeni. Il livello di riferimento per il testosterone negli uomini è 300-1.000 ng/dl. I soggetti di questo studio sono partiti da un valore medio di 600 ng/dl e sono arrivati a circa 850 ng/dl. È un valore ancora ben entro il livello "normale" per gli uomini. L'estradiolo invece è passato da livelli normali di circa 76 pg/ml a livelli molto alti di 137,5 pg/ml e molto al di sopra dei livelli normali che negli uomini sono pari a 20-80 pg/ml.

Perché allora le persone che hanno usato i prodotti di tribulus non hanno sperimentato i sintomi dei livelli elevati di estrogeni come il gonfiore e la ginecomastia? La mia prima risposta sarebbe perché in realtà non stanno sperimentando livelli alti di estradiolo a causa della cattiva qualità della maggior parte degli integratori di tribulus. Studi di laboratorio (pagati dalla Sopharma) su molti produttori di estratto di tribulus terrestris mostrano che la maggior parte di loro non contiene livelli sufficienti di protodioscina. La Sopharma ha anche esaminato vari integratori considerati contenere estratto di tribulus terrestris e ha scoperto che la maggior parte di loro ne conteneva molto meno di quello presente nel Tribestan ® . Un'altra cosa importante da sottolineare è che il tribulus terrestris inteso come integratore erboristico non è la stessa cosa dell' estratto di tribulus terrestris. Il tribulus terrestris grezzo ha lo stesso aspetto di qualsiasi erba triturata ed essiccata, non diverso dalle spezie per cucinare (fig. 1). L' estratto di tribulus terrestris ha un aspetto molto diverso. È una polvere rossastra (fig. 2).

Per trarre il massimo dall'estratto di tribulus vi consiglierei di accertarvi di assumere veramente estratto di tribulus terrestris. Adesso che sapete che aspetto ha non dovreste avere difficoltà a trovare un prodotto che almeno sembri essere genuino. Ricordatevi che per essere efficace la dose deve essere circa 750-1.500 mg il giorno di estratto di tribulus puro.

Assumerne meno sarà semplicemente uno spreco di soldi per la maggior parte delle persone. Una volta interrotta l'assunzione di tribulus, dovreste ridurne la dose nel corso di un periodo di almeno 2-3 settimane.L'estratto di tribulus è estremamente sicuro e sembra non produrre effetti collaterali indesiderabili. Una delle ragioni perché il tribulus non sembra avere effetti collaterali evidenti nei soggetti dello studio è che non spinge il testosterone "oltre" i livelli normali. Il corpo sembra aumentare l'aromatizzazione per bilanciare l'incremento di LH e di testosterone. A oggi nessuno studio è stato fatto per confermare questa ipotesi ma visti i cambiamenti di testosterone e di estradiolo direi che è molto probabile che succeda proprio questo.

Riassunto dell'estratto di tribulus terrestris
Sostanza:Estratto di tribulus terrestris NOTA: I seguenti commenti e consigli sono validi soltanto per quanto riguarda i prodotti di tribulus contenenti estratto di tribulus terrestris standardizzato con almeno il 45% di saponine steroidee del tipo furostanolo. Di queste saponine, la protodioscina dovrebbe essere la predominante.
Benefici riscontrati:Commercializzato come "acceleratore del testosterone", è considerato anche aumentare il rilascio di ormone luteinizzante (LH) e perciò aumentare la produzione di testosterone. Sfortunatamente, è solitamente anche considerato produrre effetti simili a quelli degli steroidi anabolizzanti. Anche i prodotti di tribulus più potenti non si avvicinano all'efficacia della maggior parte degli androgeni sintetici per la costruzione muscolare.
Sono stati eseguiti studi di controllo?Sì, ma la maggior parte della ricerca è stata svolta nell'Europa orientale ed è stata sponsorizzata dalla Sopharma, un'azienda produttrice. Le loro ricerche mostrano che l'estratto di tribulus terrestris produce un effetto significativo, incrementando l'LH (~72%), il testosterone (~40%) e l'estradiolo (~80%).
Meccanismo di azioneL'estratto di tribulus terrestris ha mostrato di stimolare il rilascio di LH dalla ghiandola pituitaria. Può anche avere degli effetti periferici come espresso dall'aumento dei peli pubici in alcuni soggetti affetti da ipogonadismo. Si suppone che i metaboliti della protodioscina possano avere delle leggere proprietà androgene. I meccanismi esatti sono ancora vaghi e le spiegazioni attuali sono nel migliore dei casi speculazioni.
Interazione con altri nutrienti?No.
Dose efficaceLe dosi efficaci usate in ambiente clinico sono 750-1.500 mg il giorno. NOTA: Mi riferisco a studi che usano il Tribestan ® . Altri integratori con concentrazioni inferiori di saponine steroidee attive necessiterebbero di dosi maggiori per produrre gli stessi effetti.
Somministrazione appropriata:3-4 volte il giorno con i pasti. Dato che l'emivita della protodioscina è molto bassa (2 ore e mezzo), un programma di somministrazione più frequente potrebbe aumentarne l'efficacia. NOTA: Per influenzare la fertilità maschile, l'integrazione deve continuare per almeno 90 giorni.
Tossicità?No.
Situazioni di utilità:Appare efficace soprattutto per correggere un declino della portata e/o della frequenza pulsatile dell'LH. Dovrebbe essere efficace per riportare alla normalità i livelli di testosterone in situazioni in cui è anormalmente basso come l'ipogonadismo cronico o acuto, dopo un ciclo di steroidi, il superallenamento, il declino associato all'età e durante una dieta di dimagrimento estrema e/o prolungata. NOTA: L'assunzione di un inibitore dell'aromatasi dovrebbe aumentare in modo significativo l'effetto dell'estratto di tribulus terrestris di incremento del testosterone ematico.

Riferimenti per l'estratto di tribulus terrestris  1 Vankov, S. "Apropos of Tribestan pharmacology". Scientific-technical Report, 1980. 2 Viktorov, Iv., D. Kaloyanov, Al. Lilov, L. Zlatanova, Vl., Kasabov. "Clinical investigation on Tribestan in males with disorders in the sexual function" MBI, 1982 (in print). 3 Gendjeiv, Z. "Studies on Tribestan carcinogenicity". Scientific-technical report, 1981. 4 Koumanov, F., E. Bozadjieva, M. Andreeva, E. Platonova, V. Ankov. "Clinical trial of Tribestan". Exper. Med. 1982, 2. 5 Milanov, S., E. Maleeva, M. Tashkov. "Tribestan effect on the concentration of some hormones in the serum of healthy subjects" (Company documentation)(1981). 6 Nikolov, R. "Neuropharmacological Study on Tribestan". Scientific-technical report, 1981. 7 Protich, M., D. Tsvetkov, B. Nalbanski, R. Stanislavov, M. Katsarova. Clinical trial of Tribestan in infertile males. Scientific-technical Report, 1981. 8 Tanev, G., S. Zarkova, Toxicological studies on Tribestan. Scientific-technical Report, 1981. 9 Tomova, M., R. Gyulemetova, S. Zarkova. An agent for stimulation of sexual function. Patent (11) 27584 A61K35/1978. 10 Tomova, M., R. Gyulemetova, S. Zarkova - License (11) 27584 AGIR 35/1978. 11 Tomova, M., R. Gyulemetova, S. Zarkova at al., License 68428/18.I.1985.

Articolo pubblicato su Olympian's News numero 60. ©2004-2012 by Think Muscle, all right reserved.

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5 febbraio 2012

Il D-Ribosio: la suprema fonte energetica per la potenza



Dott. Josè Antonio e Dott. Jeffrey Stout

Il D-ribosio (o semplicemente ribosio) è uno zucchero semplice naturale presente in tutte le cellule del corpo. Il ribosio è usato per produrre energia per i muscoli, il cuore ed altri tessuti e può essere importante quando una persona è molto attiva. Il ribosio ha l’aspetto e il sapore dello zucchero in polvere.

Il ribosio è assorbito velocemente nelle cellule del corpo e convertito in energia utile. Le cellule possono produrre il ribosio dallo zucchero, ma il problema è che questo processo è lento. Quando la domanda di energia non è particolarmente elevata, i carboidrati alternativi funzionano bene, ma durante l’attività intensa l’energia è usata più velocemente di quanto sia possibile ricostituirla e perciò i muscoli si affaticano. Questo squilibrio è il motivo per cui gli atleti si sentono stanchi e doloranti dopo una sessione di attività fisica intensa. Assumere il ribosio integrativo, affinché sia disponibile durante e dopo un allenamento, fornisce ai muscoli una fonte di carburante “ricco di ottani” subito disponibile; accelera il processo di recupero delle molecole energetiche e riduce la fatica e l’indolenzimento (Burke, 1999).

Il ribosio fa anche parte della struttura della principale molecola energetica per la cellula, l’adenosina trifosfato (ATP). Quando i muscoli hanno bisogno di energia la molecola di ATP si divide, producendo energia a ogni suddivisione. Il ribosio è quindi necessario per due ragioni: primo, perché fa parte dell’ATP e secondo, perché rafforza le reazioni che conducono alla ricostruzione dell’ATP per le produzioni energetiche successive (Burke, 1999). Quando vi allenate, specialmente durante gli allenamenti intensi in condizioni anaerobiche come gli sprint o gli interval training con opposizione di resistenza, l’ATP si divide nei suoi elementi fondamentali ed è lento a ricostituirsi. Se gli elementi dell’ATP non sono catturati e riorganizzati in ATP, sono espulsi dalla cellula e persi nel flusso ematico.

Il processo per la produzione di nuovi elementi è molto lento, ecco perché possono essere necessari 2-3 giorni (o più) per recuperare dopo un allenamento o una competizione intensa. L’integrazione con ribosio accelera il recupero di questi elementi energetici e fornisce carburante immediato per la sessione di attività fisica successiva e per l’accelerazione del recupero (Burke, 1999).


Le informazioni sugli effetti del ribosio sul cuore sono state raccolte nel corso degli ultimi 25 anni in molti studi clinici e di laboratorio sia sull’uomo sia sugli animali (Pauli e Pepine, 2000c). Questi studi hanno mostrato molti effetti positivi del ribosio, compresi un migliore funzionamento del cuore e il maggiore recupero dell’ATP nel cuore dopo la riduzione del flusso ematico o durante l’attività fisica su un tapis roulant. Studi più recenti sui benefici del ribosio per gli atleti hanno portato al concetto che durante l’attività fisica intensa limitazioni energetiche simili si verificano in altri muscoli oltre a quello cardiaco. In uno di questi studi 16 giovani hanno eseguito sessioni di attività fisica intensa su una cyclette due volte al giorno (Witter et ali, 2000; Gallagher et ali, 2000c). In questo studio i partecipanti hanno assunto una dose o di un placebo o 10 g di ribosio, due volte al giorno. I risultati hanno mostrato che i soggetti che hanno assunto il ribosio integrativo hanno sperimentato un maggiore aumento della potenza media nel corso di 5 giorni di allenamento (4,2% vs. 0,6%) e un maggiore picco della produzione di potenza nell’ultima sessione di sprint (11,4 watt/kg vs. 10,4 watt/kg). Durante tutte le sessioni di allenamento la produzione di potenza media è stata costantemente più alta nei soggetti che hanno assunto il ribosio. Anche la fatica era considerevolmente inferiore nel gruppo del ribosio.


In un altro studio la prestazione fisica è stata misurata nei bodybuilder maschi per oltre quattro settimane (Antonio, Falk e Van Gammeren, 2001). I soggetti sono stati suddivisi casualmente in due gruppi, con 10 soggetti per ogni gruppo. Gli integratori sono stati assunti in due dosi: 5 g assunti 15 minuti prima dell’allenamento e altri 5 g assunti immediatamente dopo, per un totale di 10 g al giorno. Il gruppo ribosio ha sperimentato un incremento significativo del numero delle ripetizioni di distensione su panca eseguite per 10 serie fino all’incapacità muscolare (ribosio, +19,6 vs. placebo, +12,0) oltre che un incremento significativo della forza massima.

L’uso del ribosio merita attenzione anche se parte di esso è speculativo. Il momento migliore per assumere il ribosio è nei pressi dell’attività fisica. Lo si può assumere prima, durante o subito dopo un allenamento. Il beneficio è sperimentato quando il ribosio è disponibile per il muscolo quando deve esserlo, cioè quando sono utilizzate gran parte delle riserve energetiche. Per l’atleta saltuario questa condizione potrebbe verificarsi solo verso la fine dell’allenamento. Per l’atleta dedito che svolge allenamenti più lunghi, il ribosio può essere necessario già a metà della sessione di allenamento. Il modo migliore per essere certi di ottimizzare l’effetto del ribosio è suddividere la dose affinché ne sia disponibile un po’ durante l’allenamento e un po’ immediatamente dopo, durante il recupero (Burke, 1999).

Le dosi consigliate sembrano andare da 1 a 10 g, le dosi più alte hanno più probabilità di produrre benefici maggiori. Quelli che vogliono massimizzare i benefici potenziali dovrebbero assumere 5 g prima e 5 g dopo ogni sessione di attività fisica.

Assumere alte dosi di ribosio (10 g o più) a stomaco vuoto può causare dei leggeri capogiri. Si consiglia di assumerlo in dosi di 5 g o meno, a meno che siano assunte con le bevande sportive, i succhi o il cibo.



Articolo tratto da "Integratori dietetici per gli atleti di forza e potenza" di Josè Antonio e Jeffrey Stout. Pubblicato da Sandro Ciccarelli Editore - All rights Reserved

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23 dicembre 2011

I sostitutivi di pasto: le barrette proteiche

di Rehan Jalali e Stephen Adelè
Le barrette proteiche sono comuni quanto le bevande gassate: sono vendute nei bar, nei supermercati, nei discount e, ovviamente, nei negozi di integratori. Nella vita frenetica di oggi sono particolarmente comode perché potete portarle con voi al lavoro, in viaggio o in palestra.
Sull’etichetta sono chiaramente indicati tutti gli ingredienti ed i valori nutrizionali, così potete sapere quante calorie, proteine, carboidrati e altri nutrienti state assumendo mentre le mangiate.
Le barrette sono anche economiche: una buona barretta proteica nella media costa da 2 a 3 euro, molto meno di un hamburger con patatine o di un trancio di pizza.
Ma quali sono le barrette proteiche migliori? Come possono tornare utili? Cosa dovete sapere prima di acquistarle? Dovreste comprare barrette proteiche povere di carboidrati o ricche di carboidrati?
Solitamente le barrette proteiche contengono proteine, carboidrati, grassi, vitamine e minerali, più altri ingredienti funzionali. Le barrette ricche di proteine con carboidrati moderati-alti sono più adatte per gli atleti e gli appassionati dell’allenamento con i pesi che vogliono assumere proteine e carboidrati di qualità per aumentare la massa e migliorare la capacità di recupero.
Sono eccellenti per esempio dopo un allenamento intenso per ripristinare il deposito di carboidrati (glicogeno) nel tessuto muscolare.
Le barrette povere di carboidrati e ricche di proteine sono invece adatte alle persone che vogliono conservare la massa muscolare magra e ridurre il grasso corporeo nell’ambito di un programma di allenamento ed alimentazione per il dimagrimento.
La domanda è: “Quanti carboidrati ci sono in una barretta proteica?”. Questo interrogativo è stato sollevato sia dai consumatori sia dalla U.S. Food and Drug Administration (FDA), che ha costretto i produttori a indicare in etichetta come carboidrati il glicerolo e altri zuccheri alcol (come il maltitolo) presenti nelle barrette, anche se nel corpo non agiscono come veri e propri carboidrati, cioè non causano una risposta glicemica significativa dopo la loro assunzione.
Ecco perché i valori nutrizionali delle barrette proteiche sono cambiati ed il contenuto di carboidrati è aumentato notevolmente con queste nuove imposizioni.
Ovviamente, sull’etichetta si leggono anche termini come carboidrati “di impatto netto” o “indisponibili”, insieme a qualche tabella elegante che spiega cosa significhi tutto questo. La FDA considera il glicerolo un carboidrato per un processo di eliminazione. Cioè, quando si analizza una barretta, tutto quello che non è proteine, grassi, umidità e ceneri è considerato un carboidrato. I produttori di integratori ovviamente non sono assolutamente d’accordo e dicono che siccome il glicerolo è assorbito solo parzialmente e non agisce come un carboidrato nel corpo, non dovrebbe essere indicato come un carboidrato.
Il glicerolo (detto anche glicerina) è una sostanza incolore, inodore e dolciastra. Tecnicamente è un alcol triidrossi, è la struttura portante dei trigliceridi nel corpo e rende le barrette più morbide e più dolci. Quando assunto come parte di una barretta proteica non sembra causare una risposta glicemica significativa e sembra che il corpo lo elimini lasciandolo largamente inutilizzato.
Il glicerolo ha comunque mostrato di aumentare la prestazione atletica e di causare “iperidratazione” quando assunto insieme all’acqua (molto più dell’acqua da sola). Sembra inoltre aiutare a mantenere bassa la temperatura del corpo durante l’attività fisica. Tuttavia, quando il glicerolo è assunto senza acqua, può causare disidratazione, quindi il consiglio è di assumere sempre molta acqua dopo che avete mangiato una barretta.
Mangiare troppe barrette proteiche ricche di glicerolo ad alcune persone può causare ritenzione idrica e gonfiore. Se questo succede, scegliete barrette senza glicerolo oppure utilizzate altri alimenti.

Articolo tratto da “Guida per i consumatori di integratori per lo sport” di Rehan Jalali e Stephen Adelè“. Pubblicato in Italia da Sandro Ciccarelli Editore – All Rights Reserved
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