Di Jerry Brainum

Alcune persone (la più famosa è John F. Kennedy) soffrono di una carenza di cortisolo, chiamata morbo di Addison. Se non assumessero integratori dell’ormone, non sopravviverebbero neanche a un livello minimo di stress.
I bodybuilder tremano alla parola cortisolo perché è il principale ormone catabolico del corpo e collabora con un’altra proteina, la miostatina, per disgregare il muscolo. Tuttavia, sembra che anche quest’effetto apparentemente negativo del cortisolo sia stato frainteso. Il cortisolo disgrega muscolo per acquisire aminoacidi che sono, poi, inviati al fegato e convertiti in glucosio in un processo chiamato gluconeogenesi. Il glucosio fornisce l’energia necessaria ad affrontare lo stress, quindi il cortisolo ci aiuta a tollerare gli eventi stressanti. Naturalmente, questa è una magra consolazione per i bodybuilder o gli altri atleti che, appena il rilascio di cortisolo aumenta, perdono muscolo e forza.

Ci sono varie sostanze e situazioni che possono aumentare il cortisolo nel corpo, ad esempio lo fa la caffeina che è contenuta nella maggior parte delle bevande sportive e degli integratori brucia grassi e, soprattutto, nel caffè. Non dormire a sufficienza non solo aumenta il cortisolo, ma riduce testosterone e ormone della crescita: una ricetta perfetta per perdere muscolo. Il superallenamento (specialmente aerobico) può aumentarlo più velocemente di quanto ci mettiate a dire, “Sarah Palin è fuori di testa” e persino avere troppo grasso sottocutaneo (cioè sotto la pelle) lo eleva grazie a un enzima chiamato 11-beta HSD1 che converte il cortisone inattivo in cortisolo attivo. Qualcuno dice persino che l’attività eccessiva del 11-beta HSD1 potrebbe essere parzialmente responsabile dell’obesità epidemica attuale.

Che effetto ha il cibo sul cortisolo? Alcuni studi su animali mostrano che le diete ricche di proteine riducono il cortisolo alto e uno studio su donne obese ha dimostrato che assumere carboidrati aumenta il livello dell’ormone. Altri studi mostrano che bere una formula a base di carboidrati durante l’allenamento blocca il rilascio di cortisolo. Nel frattempo, uno studio su uomini obesi ha scoperto che una dieta estremamente povera di carboidrati ha aumentato il livello dell’ormone, mentre una con dose moderata di carboidrati non ha esercitato alcun effetto. A quanto pare, la dieta povera di carboidrati ha indotto l’11 beta HSD1 a produrre cortisolo attivo e, poi, ha stimolato l’attivazione dell’ormone nel fegato.

Gli autori ipotizzano che i carboidrati aumentino rapidamente il glucosio ematico; per il corpo questo è negativo, quindi esso reagisce aumentando il rilascio di cortisolo. Questo, a sua volta, inibisce l’azione dell’insulina che, altrimenti, ripulirebbe il flusso ematico dai carboidrati.
L’aumento del glucosio stimola anche il rilascio di serotonina, un neurotrasmettitore cerebrale associato a calma e sensazioni piacevoli. Tuttavia, l’aumento di serotonina può stimolare recettori nell’ippocampo, aumentando ulteriormente il rilascio di cortisolo. Il cortisolo riduce gli effetti piacevoli indotti dalla serotonina, così noi ricerchiamo ancora calma... mangiando più carboidrati. Così, il ciclo, conosciuto con il nome di “fame emotiva”, continua. Una soluzione ovvia è evitare di assumere troppi carboidrati ad assorbimento rapido o, almeno, associarli a fibre o proteine (non a grassi se non volete ingrassare) per ritardare l’assorbimento dei carboidrati nel sangue.

È interessante che gli autori abbiano affermato che, forse, molte persone non si rendono neanche conto che i loro sforzi per seguire una dieta inducono uno stress psicologico; essi ipotizzano, quindi, che seguire una dieta non sia efficace perché rappresenta una notevole fonte di stress.
A mio parere questa conclusione è problematica: dato che anche il grasso corporeo in eccesso aumenta il cortisolo, mi sembra che non abbia senso definire le diete “inefficaci” perché causano stress. A lungo termine, avere molto grasso è più pericoloso per la salute che seguire una dieta per un periodo limitato. Inoltre, gli autori non hanno considerato alcuni modi per contrastare l’aumento di cortisolo e, soprattutto, un maggiore apporto proteico. Forse un altro modo per ridurre lo stress mentale indotto dalla dieta è fare attività che ci rilassano, come meditazione, lettura, massaggi, ecc. Anche dormire a sufficienza aiuta.

Un aspetto interessante dello studio è che nessuno dei due gruppi ha sperimentato un cambiamento del livello di cortisolo, ma solo di quello di testosterone.
Gli autori pertanto suggeriscono che, per la maggior parte delle persone, limitare la perdita di peso ad un massimo dello 0,5-1% alla settimana sia la strada migliore per minimizzare gli effetti catabolici associati alla dieta e renderla psicologicamente sostenibile.
Fonti Bibliografiche
1) Martens, M., et al. (2010). Effects of single macronutrients on serum cortisol concentrations in normal weight men. Physiol Behav. 101:563-67.
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