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27 marzo 2017

Scienza e Sviluppo dell’Ipertrofia Muscolare

Stiamo lavorando su un nuovo libro, sarà un caposaldo per tutti gli appassionati di Ipertrofia Muscolare e si chiamerà LA SCIENZA DELL'IPERTROFIA MUSCOLARE 
autore Brad Schoenfeld




Questi sono i temi di cui tratterà questo bellissimo libro:

Adattamenti collegati all'ipertrofia: sistema neuromuscolare, endocrino, paracrino e autocrino.

Meccanismi dell'ipertrofia: tensione meccanica, stress metabolico, danno muscolare.

Ruolo delle variabili dell'allenamento con i pesi nell'ipertrofia: volume, frequenza, carico, selezione degli esercizi, tipo di azione muscolare, lunghezza dell'intervallo di riposo, durata della ripetizione, ordine degli esercizi, raggio del movimento, intensità dello sforzo.

Ruolo dell'allenamento aerobico nell'ipertrofia: effetto ipertrofico dall'allenamento solo aerobico, allenamento simultaneo.

Fattori nel massimo sviluppo ipertrofico: genetica, età, sesso, stato di allenamento.

Progettazione del programma per la massima ipertrofia: biomeccanica, strategie nella selezione degli esercizi, periodizzazione.

Nutrizione per l'ipertrofia: bilancio energetico, assunzione di macronutrienti, frequenza di alimentazione, temporizzazione dei nutrienti.

Progettazione del programma per la massima ipertrofia: biomeccanica, strategie nella selezione degli esercizi, periodizzazione.



Prefazione del libro

La voglia di sviluppare un corpo muscoloso è molto antica. Le popolazioni dell'India, nell'undicesimo secolo iniziarono per primi ad usare pesi rudimentali ricavati dalla pietra per aumentare la massa muscolare. In questo periodo le palestre erano diffuse in tutto il paese, e nel XVI secolo, l’allenamento con i pesi diventò il passatempo nazionale dell'India. Tuttavia, fu solo nel tardo 1800 che lo strongman prussiano Eugene Sandow, spesso indicato come il padre del bodybuilding moderno, fece conoscere la crescita muscolare alla sfera pubblica. Sandow girò il mondo mettendo in mostra il suo fisico muscoloso in numerose esibizioni volte a un grande pubblico.  A Sandow inoltre è attribuita l’invenzione dei primi strumenti per l’allenamento con i pesi volti al pubblico (strumenti come manubri, carrucole e elastici), il che favorì la capacità di aumentare la massa muscolare. 
Oggigiorno, milioni di persone in tutto il mondo si allenano con l'obiettivo di massimizzare la massa muscolare. Alcuni lo fanno per motivi puramente estetici; altri, per migliorare le prestazioni atletiche. Recentemente l'attenzione è stata spostata sui benefici di salute collegati all'aumento dell'ipertrofia muscolare. La sarcopenia, la perdita di tessuto muscolare causata dall'invecchiamento che interessa almeno la metà della popolazione oltre gli 80 anni, è causa di impedimenti funzionali e della comparsa di varie malattie croniche. 
Per molti anni, gli approcci nutrizionali e di allenamento per massimizzare la crescita muscolare sono stati relegati principalmente alle tradizioni tramandate in palestra e ad aneddoti personali. Chi era interessato ad aumentare la propria massa muscolare era spesso costretto a seguire gli allenamenti dei propri bodybuilder preferiti.  Le prove scientifiche sull'argomento erano scarse, e le linee guida basate sulla ricerca erano il frutto di estrapolazioni di dati limitati. 
Nel corso degli ultimi decenni, questo è cambiato radicalmente. Si è verificato un improvviso aumento del numero di studi che indagano la risposta ipertrofica all’allenamento. Una recente ricerca su PubMed della frase “ipertrofia del muscolo scheletrico”  ha rivelato quasi 500 studi peer-reviewed pubblicati solo nel 2014! Inoltre le tecniche per saggiare lo sviluppo dell’ipertrofia, sia in acuto che in cronico, si sono sviluppate e sono diventate largamente disponibili.  Quindi, ora abbiamo prove solide su cui sviluppare una conoscenze di come e perché i muscoli crescono in seguito all’esercizio. 
Questo è il primo libro a sintetizzare l’insieme della letteratura scientifica sull’aumento muscolare in un’unica risorsa completa. Tutti gli aspetti dell’argomento sono trattati in maniera esaustiva, dai meccanismi a livello molecolare alla manipolazione delle variabili di allenamento per ottenere un effetto ipertrofico massimo. Sebbene questo sia un libro tecnico, il suo scopo principale è applicare i principi alla pratica. Quindi, sarete in grado di trarre conclusioni basate su evidenze scientifiche per sviluppare piani di allenamenti adatti ai singoli individui.  

Ecco un anteprima del contenuto dei capitoli 
Il Capitolo 1 tratta delle risposte e degli adattamenti allo stress dell’esercizio che riguardano l’ipertrofia. Vi darà una panoramica della struttura e della funzione del sistema neuro-muscolare e delle risposte e adattamenti dei sistemi neuromuscolare, endocrino, paracrino e autocrino. Imparerete il ruolo dei tipi di fibre nella crescita muscolare; il modo in cui l’ipertrofia si manifesta; e come fattori esterni ed interni guidano l’accumulo di proteine muscolari. 
Il Capitolo 2 approfondisce i meccanismi responsabili di ipertrofia in seguito all'esercizio. Comprendere i processi coinvolti nella aumento del muscolo è essenziale per sviluppare di strategie per massimizzarne la crescita. Imparerete in che modo le forze meccaniche vengono convertite in segnali chimici per mediare l’accrescimento delle proteine muscolari, come l’accumulo di metaboliti in seguito all’esercizio stimola la risposta ipertrofica, e come danni alla struttura muscolare ne influenzano il rimodellamento.  
Il Capitolo 3 descrive in dettaglio il ruolo delle variabili di allenamento nell'ipertrofia. Generalmente si ritiene che la manipolazione precisa di queste variabili è la chiave per la risposta ipertrofica. Imparerete come il volume, la frequenza, il carico, la selezione degli esercizi, il tipo di azione muscolare, la durata dei tempi di recupero, la durata delle ripetizioni, l’ordine degli esercizi, il range di movimento, e intensità dello sforzo interagiscono per promuovere gli adattamenti muscolare, e come possono essere alterate per massimizzare la crescita muscolare.
Il Capitolo 4 esplora l’influenza dell’allenamento aerobico sull’ipertrofia. Questo è un argomento di solito poco chiaro, in cui le idee sbagliate abbondano. Imparerete in che modo l’intensità, la durata, la frequenza, e il tipo di attività aerobica influenza le risposte ipertrofiche, sia quando l’allenamento aerobico è fatto da solo, sia quando è fatto insieme all’allenamento coi pesi (cioè allenamento contemporaneo). 
Il Capitolo 5 analizza aspetti di popolazioni specifiche di soggetti che influenzano la crescita muscolare.  Le grandi differenze inter-individuali nella risposta ipertrofica sono il risultato di molteplici fattori. 
Imparerete come la genetica, l’età, il sesso, e la maturità di allenamento influenzano la capacità di aumentare la massa muscolare. 
Il Capitolo 6 fornisce indicazioni pratiche su come stilare un programma di allenamento per massimizzare l’ipertrofia muscolare. Qui è dove la scienza dell’allenamento diventa un'arte. Imparerete come variare la selezione degli esercizi per ottenere uno sviluppo muscolare completo, come differiscono tra loro i vari modelli di periodizzazione nell’influenzare lo sviluppo dell’ipertrofia, e come intraprendere un programma periodizzato per mantenere i risultati.
Il Capitolo 7 esamina il ruolo dell’alimentazione nell’ipertrofia. L’alimentazione ha senza dubbio un impatto profondo nella capacità di sviluppare i muscoli.  Imparerete gli effetti del bilancio energetico e dei macronutrienti nella crescita muscolare, l’impatto della frequenza dei pasti sulla sintesi proteica muscolare e l’efficacia del timing dei nutrienti per aumentare i guadagni muscolari.
Scienza e Sviluppo dell’Ipertrofia Muscolare è la risorsa definitiva sull’ipertrofia muscolare.


Prenotatelo subito per essere sicuri di essere tra i primi 1000 che lo riceveranno senza spese di spedizione e a soli 29,29 €  invece di 39,00 €
Il libro sarà circa 250 pagine, stampato a colori e in formato A4.
Prevista l'uscita dell'edizione italiana per Settembre 2017.
Questo è il link per fare la vostra prenotazione:

30 maggio 2012

I vantaggi della glutammina peptide

di Rehan Jalali

La glutammina è un amminoacido neutro ed è l'amminoacido più abbondante presente nei muscoli e nel plasma dell'uomo. Infatti, il 60% della riserva di amminoacidi libera nelle cellule dei muscoli scheletrici è composto di glutammina. La glutammina è nota per essere un amminoacido “condizionatamente essenziale” perché nei momenti di stress (l’attività fisica è stress) il corpo ne ha bisogno in maggiore quantità per mantenerne intatte le riserve sia ematiche sia muscolari. La glutammina esercita una quantità enorme di benefici per chi si allena e per quelli che vogliono aumentare la massa muscolare magra e ridurre il grasso corporeo. La glutammina integrativa può inoltre facilitare la volumizzazione cellulare.


La volumizzazione è il fenomeno in cui l’acqua è attratta DENTRO alle cellule muscolari favorendo un aumento della “pienezza” muscolare, un aumento della sintesi proteica (la produzione delle proteine) e una diminuzione della proteolisi (la disgregazione delle proteine). Alcuni dei benefici della glutammina per la “costruzione muscolare” sono legati alla sua capacità di aumentare la volumizzazione cellulare. La glutammina ha anche mostrato di facilitare il recupero, di rafforzare la funzione immunitaria (perché è uno degli elementi dell’antiossidante più potente del corpo, il glutatione), di causare forse un rilascio extra di ormone della crescita con una dose orale di soli 2 g (è ancora da determinare se ciò conduce a un beneficio ergogeno ma non dovrebbe creare problemi), di determinare parzialmente il ritmo del ricambio proteico nei muscoli, di aumentare la funzione cellulare antinfiammatoria e di favorire l’aumento del deposito di glicogeno muscolare attraverso un meccanismo sconosciuto. Molti di questi potenti effetti possono facilitare l’incremento della massa magra e impedire la disgregazione del muscolo duramente guadagnato.

Il paradosso della glutammina

Benché la glutammina abbia questi grandi benefici, la maggior parte della forma libera di L-glutammina ingerita non entra veramente nel flusso ematico e nel tessuto muscolare. Il 50-85% del carico orale di glutammina è infatti usato dall’intestino, dal fegato e dal sistema immunitario. È quello che molti scienziati chiamano “paradosso della glutammina”. Con l’uso della glutammina in peptidi, questo problema può essere risolto. Questa forma di glutammina è legata in peptidi (una catena di amminoacidi) per permettere un trasporto migliore nel flusso ematico e nel tessuto muscolare dove è necessario. La glutammina in peptidi è anche molto più stabile in soluzione e alle alte temperature ed ha pH più basso rispetto alla glutammina libera (in soluzione, la forma libera L-glutammina tende a disgregarsi in ammoniaca e acido glutammico piuttosto velocemente).

Il tratto digestivo ha sistemi di trasporto dei peptidi che permettono ai peptidi di essere assorbiti e utilizzati meglio rispetto agli amminoacidi in forma libera. Quindi, fondamentalmente, la glutammina legata in peptidi aumenta la biodisponibilità della glutammina nel flusso ematico aumentando la glutammina disponibile per il tessuto muscolare.

In uno studio recente pubblicato sugli Annals of Nutrition and Metabolism, la proteina del siero del latte è stata confrontata con un idrolizzato della caseina (che contiene circa il 20% di glutammina in peptidi) ed una dieta ipocalorica per verificare gli effetti sulla massa muscolare magra, la forza e il grasso corporeo. I risultati di questo studio hanno mostrato che il gruppo dell’idrolizzato della caseina ha perso più grasso, ha guadagnato più massa muscolare magra e ha aumentato maggiormente la forza. Gli autori dello studio hanno detto che “questa differenza significativa nella composizione corporea e nella forza è probabilmente dovuta a una maggiore ritenzione dell’azoto e a effetti anticatabolici complessivi causati dagli elementi dei peptidi dell’idrolizzato della caseina”.

Il momento migliore per assumere un integratore di glutammina in peptidi è subito dopo una sessione dura di allenamento perché le riserve di glutammina nel muscolo possono esaurirsi anche del 40% dopo l’allenamento intenso. Una dose di 5-10 g dopo l’allenamento, seguita da un'altra dose di 5 grammi 90 minuti dopo l'allenamento è quello che consiglio ai miei clienti.


Rehan Jalali è il presidente della Supplement Research Foundation. Negli USA è un biochimico noto a livello nazionale ed è consulente per l’alimentazione sportiva di molti atleti e squadre professioniste. Studia la scienza, l’efficacia e la sicurezza degli integratori sportivi da 10 anni. Formula prodotti per le aziende ed è anche un bodybuilder agonista naturale.

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17 aprile 2012

Le ultime novità sull'HMB

di Jerry Brainum

Gli scienziati dell’università statale di New York a Stony Brook hanno presentato uno studio che esamina gli effetti dell’HMB a livello cellulare. L’HMB, ovvero beta-idrossibeta- metilbutirrato, è un metabolita della leucina, un aminoacido a catena ramificata. Parecchi studi precedenti avevano sottolineato come questa sostanza fosse in grado di prevenire il processo di disgregazione muscolare che avviene dopo un esercizio con i pesi. In questa nuova ricerca, gli scienziati hanno esposto due colture di cellule muscolari, una proveniente dai muscoli scheletrici e l’altra da quelli cardiaci, a delle concentrazioni di HMB in provetta, per un periodo variabile da due a quattro giorni. I risultati hanno mostrato che l’HMB aumentava l’ossidazione cellulare, anche dopo esser stato rimosso dalle colture stesse. I ricercatori hanno avanzato l’ipotesi che questo indichi un miglioramento degli enzimi ossidativi che, a sua volta, sarebbe indice di una maggiore ossidazione di grassi nei muscoli.

Il beta-idrossi-beta-metilbutirrato ha esercitato anche un’azione stabilizzante sulle membrane delle cellule muscolari, come evidenziato dalla minore perdita di un enzima, associato alla disgregazione delle cellule dei muscoli, da parte delle cellule trattate. Questo fatto mostra come l’HMB sia un fattore protettivo nei confronti del catabolismo delle cellule muscolari. Esso sembra inoltre poter migliorare l’espressione di altre proteine specifiche dei muscoli.

Altri studi come quello sopra citato sottolineano come l’assunzione di integratori di HMB possa prevenire un’eccessiva disgregazione muscolare nel corso di un allenamento con i pesi, ma cosa succede nel caso di uno di durata? Ricerche precedenti hanno evidenziato come le persone che completano delle corse di resistenza aerobica più lunghe, come la maratona per esempio, riportano spesso danni muscolari estesi, e i ricercatori si chiedevano se l’HMB potesse ridurli. Scienziati dell’Iowa State University (Università statale dell’Iowa), che detiene il brevetto d’uso dell’HMB (beta-idrossibeta- metilbutirrato) come integratore alimentare, hanno fatto a questo proposito delle ricerche.


Essi hanno misurato i livelli ematici degli enzimi associati al danno muscolare in 13 soggetti, sia prima che dopo l’integrazione di 3 grammi di HMB o di un placebo al giorno. Dopo cinque settimane di HMB, i soggetti hanno effettuato una gara di 20 chilometri. Sono stati misurati i valori enzimatici dei muscoli, sia prima che immediatamente dopo la gara, e anche quattro giorni dopo di essa. I risultati ottenuti hanno mostrato come le concentrazioni degli enzimi responsabili per il danno muscolare risultassero elevate sia nel gruppo ad HMB che in quello a placebo e per i quattro giorni seguenti la gara; in ogni caso, i livelli del gruppo a placebo risultarono più alti rispetto al gruppo che assumeva l’HMB. Inoltre, i soggetti per cui era prevista l’integrazione di HMB riportarono dei valori significativamente inferiori di uno degli enzimi responsabili del danno muscolare, a due e tre giorni dalla gara. Questa evidenza ha fatto ritenere ai ricercatori che l’HMB sia in grado di proteggere i muscoli anche durante un duro allenamento aerobico.

Articolo tratto da “Applied Metabolics Volume 1“, pubblicato in Italia da Sandro Ciccarelli Editore. Tutti i diritti riservati.

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27 febbraio 2012

Verità e bugie sugli integratori: il tribulus terrestris


del dott. Bryan Haycock


Ho conosciuto il tribulus terrestris attraverso il Tribestan ®, che credo sia stato il primo prodotto di tribulus terrestris commercializzato al pubblico, menzionato da Dan Duchaine in Underground Steroid Handbook. Da allora ho accumulato principalmente notizie di seconda mano su come, o quanto bene, funziona. Il tribulus è un integratore erboristico usato in Europa orientale sin dalla fine degli anni '70. I suoi presunti effetti comprendono il maggiore rilascio di ormone luteinizzante e perciò la maggiore produzione di testosterone, maggiore produzione di sperma, maggiore volume eiaculatorio e maggiore libido. Nei giovani affetti da ipogonadismo è stato osservato anche un aumento dei peli pubici. Tutti questi effetti fanno del tribulus un integratore veramente interessante.

Per onestà devo dirvi che sono state eseguite poche ricerche sul tribulus al di fuori dell'Europa orientale, dove sono stati sovvenzionate in gran parte da un'azienda bulgara di nome Sopharma. Ciò rende molto difficile trovare studi indipendenti in inglese perché sono praticamente inesistenti. La maggior parte delle informazioni che fornirò sono distribuite dalla bulgara Sopharma. Molti di voi sanno che questa è l'azienda che produce il Tribestan ® . Questo non significa necessariamente che i dati siano falsi. E' semplicemente una cosa da tenere presente quando si interpretano i dati. Gran parte della ricerca Sopharma sul tribulus terrestris è stata usata per ottenere un brevetto e registrare il prodotto per la distribuzione negli Stati Uniti.

Lo scopo originale dell'estratto di tribulus terrestris era essere un "tonico" per curare la disfunzione sessuale. Negli studi zootecnici l'estratto di tribulus ha mostrato di stimolare lo stimolo alla monta nei montoni e nei verri. Quando l'integratore Tribestan ® è stato somministrato agli uomini sani (Milanov, 1981) con una dose di 750 mg il giorno per 5 giorni, l'LH e il testosterone sono aumentati rispettivamente del 72% e del 40%. Come potreste aspettarvi, anche l'estradiolo è aumentato. Infatti, l'estradiolo è aumentato dell'81%! L'aumento del testosterone è ovviamente quello che ci interessa, ciò nonostante, non potete ignorare il fatto che ogniqualvolta aumentate il testosterone aumenterete anche l'aromatizzazione e perciò i livelli di estrogeni. Il livello di riferimento per il testosterone negli uomini è 300-1.000 ng/dl. I soggetti di questo studio sono partiti da un valore medio di 600 ng/dl e sono arrivati a circa 850 ng/dl. È un valore ancora ben entro il livello "normale" per gli uomini. L'estradiolo invece è passato da livelli normali di circa 76 pg/ml a livelli molto alti di 137,5 pg/ml e molto al di sopra dei livelli normali che negli uomini sono pari a 20-80 pg/ml.

Perché allora le persone che hanno usato i prodotti di tribulus non hanno sperimentato i sintomi dei livelli elevati di estrogeni come il gonfiore e la ginecomastia? La mia prima risposta sarebbe perché in realtà non stanno sperimentando livelli alti di estradiolo a causa della cattiva qualità della maggior parte degli integratori di tribulus. Studi di laboratorio (pagati dalla Sopharma) su molti produttori di estratto di tribulus terrestris mostrano che la maggior parte di loro non contiene livelli sufficienti di protodioscina. La Sopharma ha anche esaminato vari integratori considerati contenere estratto di tribulus terrestris e ha scoperto che la maggior parte di loro ne conteneva molto meno di quello presente nel Tribestan ® . Un'altra cosa importante da sottolineare è che il tribulus terrestris inteso come integratore erboristico non è la stessa cosa dell' estratto di tribulus terrestris. Il tribulus terrestris grezzo ha lo stesso aspetto di qualsiasi erba triturata ed essiccata, non diverso dalle spezie per cucinare (fig. 1). L' estratto di tribulus terrestris ha un aspetto molto diverso. È una polvere rossastra (fig. 2).

Per trarre il massimo dall'estratto di tribulus vi consiglierei di accertarvi di assumere veramente estratto di tribulus terrestris. Adesso che sapete che aspetto ha non dovreste avere difficoltà a trovare un prodotto che almeno sembri essere genuino. Ricordatevi che per essere efficace la dose deve essere circa 750-1.500 mg il giorno di estratto di tribulus puro.

Assumerne meno sarà semplicemente uno spreco di soldi per la maggior parte delle persone. Una volta interrotta l'assunzione di tribulus, dovreste ridurne la dose nel corso di un periodo di almeno 2-3 settimane.L'estratto di tribulus è estremamente sicuro e sembra non produrre effetti collaterali indesiderabili. Una delle ragioni perché il tribulus non sembra avere effetti collaterali evidenti nei soggetti dello studio è che non spinge il testosterone "oltre" i livelli normali. Il corpo sembra aumentare l'aromatizzazione per bilanciare l'incremento di LH e di testosterone. A oggi nessuno studio è stato fatto per confermare questa ipotesi ma visti i cambiamenti di testosterone e di estradiolo direi che è molto probabile che succeda proprio questo.

Riassunto dell'estratto di tribulus terrestris
Sostanza:Estratto di tribulus terrestris NOTA: I seguenti commenti e consigli sono validi soltanto per quanto riguarda i prodotti di tribulus contenenti estratto di tribulus terrestris standardizzato con almeno il 45% di saponine steroidee del tipo furostanolo. Di queste saponine, la protodioscina dovrebbe essere la predominante.
Benefici riscontrati:Commercializzato come "acceleratore del testosterone", è considerato anche aumentare il rilascio di ormone luteinizzante (LH) e perciò aumentare la produzione di testosterone. Sfortunatamente, è solitamente anche considerato produrre effetti simili a quelli degli steroidi anabolizzanti. Anche i prodotti di tribulus più potenti non si avvicinano all'efficacia della maggior parte degli androgeni sintetici per la costruzione muscolare.
Sono stati eseguiti studi di controllo?Sì, ma la maggior parte della ricerca è stata svolta nell'Europa orientale ed è stata sponsorizzata dalla Sopharma, un'azienda produttrice. Le loro ricerche mostrano che l'estratto di tribulus terrestris produce un effetto significativo, incrementando l'LH (~72%), il testosterone (~40%) e l'estradiolo (~80%).
Meccanismo di azioneL'estratto di tribulus terrestris ha mostrato di stimolare il rilascio di LH dalla ghiandola pituitaria. Può anche avere degli effetti periferici come espresso dall'aumento dei peli pubici in alcuni soggetti affetti da ipogonadismo. Si suppone che i metaboliti della protodioscina possano avere delle leggere proprietà androgene. I meccanismi esatti sono ancora vaghi e le spiegazioni attuali sono nel migliore dei casi speculazioni.
Interazione con altri nutrienti?No.
Dose efficaceLe dosi efficaci usate in ambiente clinico sono 750-1.500 mg il giorno. NOTA: Mi riferisco a studi che usano il Tribestan ® . Altri integratori con concentrazioni inferiori di saponine steroidee attive necessiterebbero di dosi maggiori per produrre gli stessi effetti.
Somministrazione appropriata:3-4 volte il giorno con i pasti. Dato che l'emivita della protodioscina è molto bassa (2 ore e mezzo), un programma di somministrazione più frequente potrebbe aumentarne l'efficacia. NOTA: Per influenzare la fertilità maschile, l'integrazione deve continuare per almeno 90 giorni.
Tossicità?No.
Situazioni di utilità:Appare efficace soprattutto per correggere un declino della portata e/o della frequenza pulsatile dell'LH. Dovrebbe essere efficace per riportare alla normalità i livelli di testosterone in situazioni in cui è anormalmente basso come l'ipogonadismo cronico o acuto, dopo un ciclo di steroidi, il superallenamento, il declino associato all'età e durante una dieta di dimagrimento estrema e/o prolungata. NOTA: L'assunzione di un inibitore dell'aromatasi dovrebbe aumentare in modo significativo l'effetto dell'estratto di tribulus terrestris di incremento del testosterone ematico.

Riferimenti per l'estratto di tribulus terrestris  1 Vankov, S. "Apropos of Tribestan pharmacology". Scientific-technical Report, 1980. 2 Viktorov, Iv., D. Kaloyanov, Al. Lilov, L. Zlatanova, Vl., Kasabov. "Clinical investigation on Tribestan in males with disorders in the sexual function" MBI, 1982 (in print). 3 Gendjeiv, Z. "Studies on Tribestan carcinogenicity". Scientific-technical report, 1981. 4 Koumanov, F., E. Bozadjieva, M. Andreeva, E. Platonova, V. Ankov. "Clinical trial of Tribestan". Exper. Med. 1982, 2. 5 Milanov, S., E. Maleeva, M. Tashkov. "Tribestan effect on the concentration of some hormones in the serum of healthy subjects" (Company documentation)(1981). 6 Nikolov, R. "Neuropharmacological Study on Tribestan". Scientific-technical report, 1981. 7 Protich, M., D. Tsvetkov, B. Nalbanski, R. Stanislavov, M. Katsarova. Clinical trial of Tribestan in infertile males. Scientific-technical Report, 1981. 8 Tanev, G., S. Zarkova, Toxicological studies on Tribestan. Scientific-technical Report, 1981. 9 Tomova, M., R. Gyulemetova, S. Zarkova. An agent for stimulation of sexual function. Patent (11) 27584 A61K35/1978. 10 Tomova, M., R. Gyulemetova, S. Zarkova - License (11) 27584 AGIR 35/1978. 11 Tomova, M., R. Gyulemetova, S. Zarkova at al., License 68428/18.I.1985.

Articolo pubblicato su Olympian's News numero 60. ©2004-2012 by Think Muscle, all right reserved.

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