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14 marzo 2012

Verità e bugie sugli integratori: formulazione in attesa di brevetto

di Rehan Jalali

In molti prodotti di ultima generazione compare la scritta "in attesa di brevetto" (patent pending).  Tale dicitura indica che è stata inoltrata all'ufficio competente in materia una domanda di brevetto per un ingrediente speciale, una combinazione di ingredienti oppure i dati associati a un prodotto o a un ingrediente.

Il brevetto (o più propriamente brevetto per invenzione) è un titolo giuridico in forza al quale al titolare viene conferito un diritto esclusivo temporaneo di sfruttamento dell'a sua invenzione in un territorio e per un periodo ben determinato, e consente di impedire ad altri di produrre, vendere o utilizzare la propria invenzione senza autorizzazione.

Nel mondo degli integratori pertanto il brevetto aiuta a proteggere una formulazione o un singolo ingrediente unici dall’essere copiati da altre aziende o da altre persone senza il consenso del detentore che lo ha registrato.

Ottenere un brevetto non è per niente semplice. Innanzitutto ci vuole molto tempo. In secondo luogo l’ufficio preposto al rilascio di questa certificazione esegue controlli molto accurati prima di validarne uno.

Al contrario per richiedere un brevetto e perciò dichiararsi “in attesa di brevetto” servono poche cose: una buona idea, un migliaio di euro, visitare il sito web preposto alla registrazione e seguire le istruzioni passo per passo indicate nel sito. Tutto qui. In alternativa potete chiedere ad un avvocato di seguire la pratica, operazione che ovviamente vi costerà di più.

Quindi, quando i produttori dicono che il loro prodotto è "in attesa di brevetto", non significa granché. "In attesa di brevetto" significa soltanto che la documentazione è stata presentata e che è in corso il suo esame, ma il brevetto potrebbe essere rilasciato oppure no. È un procedimento lungo. Solo quando il brevetto sarà rilasciato la cosa diventa credibile. Anche in questo caso tuttavia ci sarebbero molte altre cose da chiarire.

Pertanto non lasciatevi impressionare dalla formula “in attesa di brevetto”.Anche voi, se volete, potete fregiarvene semplicemente visitando il sito www.ufficiobrevetti.it e seguendo le istruzioni riportate per la presentazione di una domanda.

Liberamente tratto dall'articolo "I sette peccati dell'industria degli integratori" di Rehan Jalali, pubblicato su: www.olympian.it 

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10 marzo 2012

Verità e bugie sugli integratori: le formule brevettate

di Rehan Jalali


Molti integratori di nuova generazione contengono una miscela di sostanze non bene identificate dal nome tecnologico ed accattivante. Le quantità esatte degli ingredienti non sono indicate ed è indicato solo il totale complessivo della miscela.


I produttori colpevoli di questa cosa si giustificano dicendo che non possono elencare le quantità esatte degli ingredienti perché la loro formula è così speciale che non vogliono che sia copiata. Che assurdità!


Le aziende credibili non hanno paura di essere copiate. Secondo me l’imitazione è la forma di apprezzamento migliore! Inoltre, la maggior parte delle persone ha fiducia nell’originale. Le miscele brevettate danneggiano il consumatore perché non può sapere cosa c’è esattamente nel prodotto. Uno dei trucchi usati nel caso delle miscele brevettate è che potrebbe essere prevalente un ingrediente economico mentre gli ingredienti più costosi sono presenti in quantità molto ridotte.


Facciamo un esempio. Nel caso di 800 mg di una miscela brevettata contenente acetil L-carnitina, estratto di tè verde, guaranà e L-tirosina, la miscela potrebbe essere in gran parte estratto di tè verde poiché è piuttosto economico e gli altri ingredienti sono presenti solo in piccole quantità come “contorno”...


Oggigiorno è possibile brevettare anche le miscele proteiche. In questo modo è possibile usare come ingrediente principale la proteina del siero concentrata, che è meno costosa, indicando però sull'etichetta anche la presenza dell’isolato del siero e dando così al consumatore un falso senso di purezza e di uso di ingredienti di alta qualità.


Queste strategie sono molto diffuse tra i produttori di integratori a basso costo distribuiti esclusivamente via internet, pertanto prestate la massima attenzione quando acquistate online da aziende con sede legale fuori dal territorio comunitario e verificate sempre che i prodotti rispettino gli standard di qualità produttiva previsti per la vendita in Europa. Vi costerà forse qualcosa in più, ma avrete la certezza di non avere preso fregature!


I produttori più credibili dicono esattamente cosa c’è nei loro prodotti e riportano minuziosamente le quantità esatte. Chi lavora bene non ha niente da nascondere.




Liberamente tratto dall'articolo "I sette peccati dell'industria degli integratori" di Rehan Jalali, pubblicato su: www.olympian.it 

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