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11 giugno 2012

C'è solo un modo per dimagrire!

Di Jerry Brainum 

Milioni di persone combattono contro il proprio peso ed impazziscono alla ricerca di una soluzione per allontanare i chili di troppo una volta per tutte. Dovrebbe essere noto che non c’è e non ci sarà mai una pillola magica che faccia tutto il lavoro duro al vostro posto e rivolgersi alla farmacologia o peggio ancora alla chirurgia per affrontare il problema può rivelarsi decisamente caro, per non parlare di quanto sia estremamente pericoloso. La verità è che non esiste alcuna strada facile ed alcuna scorciatoia.


Per perdere i chili indesiderati e mantenersi in forma, bisogna continuamente fare esercizio fisico e stare attenti a quello che si mangia, fine dei discorsi!!

Condizioni di cattiva alimentazione e scarso esercizio fisico indotte da scorrette abitudini ed incapacità di programmare la propria giornata possono rendere estremamente difficile per alcune persone attenersi strettamente ad una dieta rigorosa e fare attività fisica adeguata alle proprie esigenze, ma la determinazione ed un senso di urgenza di raggiungere l’obiettivo sono il passo numero uno. Fortunatamente, se si è sufficientemente determinati a compiere i cambiamenti necessari nel proprio stile di vita, ci sono anche tecniche che aiutano ad accelerare la procedura. Al fine di aiutare le persone a raggiungere i propri obiettivi di perdita di peso  per collaborare con il processo dietetico migliorando i livelli di vitamine e sali minerali che potrebbero scarseggiare a seguito dell’adozione di un nuovo regime alimentare  sono stati progettati i cosiddetti integratori dimagranti.

I supplementi pre-allenamento brucia-grassi sono fatti per fornire al corpo i nutrienti necessari di cui ha bisogno per affrontare una sessione di allenamento, conferendo in modo naturale una spinta energetica all’organismo per dare un potente innesco alla routine. Quando l’organismo assorbe la giusta quantità di nutrienti è più facile metabolizzare il grasso indesiderato. La parola chiave qui è PIÙ FACILE: i supplementi da soli non faranno tutto il lavoro al posto vostro! 


L’esercizio rimane una necessità e gli integratori dimagranti vi aiuteranno a perseguire i vostri obiettivi riducendo di fatto la quantità di tempo richiesta per disfarsi dei chili di troppo e contribuendo a rifornire l’organismo per mantenerlo in salute e pronto a stare in attività. Qualunque forma di esercizio coinvolgerà ampiamente i vostri muscoli, anche se non volete fare culturismo e state solo cercando di perdere peso.

Di solito, quando la gente si mette a dieta stretta, elimina del tutto la carne e, sfortunatamente, così facendo, porta via dalla propria alimentazione una gran quantità di proteine, che sono proprio quelle che invece occorrerebbe assumere in maggiori quantità. Uno dei più grossi errori spesso commessi da chi si mette a dieta è quello di dare, pur senza volerlo, un taglio netto al proprio apporto di proteine nel tentativo di evitare le carni grasse, visto che le migliori fonti naturali di proteine portano con sé anche il fratello cattivo delle proteine: il grasso. Questo è un ottimo esempio di quando gli integratori divengono l’alleato perfetto di una dieta sana.

L’assunzione di integratori proteici vi consentirà di continuare a rifornire i vostri muscoli di quello di cui hanno bisogno perché il vostro corpo possa perdere peso senza alimentare ad aumentare le cellule adipose. Gli isolati proteici ed i supplementi di amminoacidi sono gli strumenti migliori per massimizzare il proprio apporto proteico. Oltre all’aumento della vostra massa muscolare, assisterete al miglioramento delle vostre prestazioni atletiche, all’aumento della vostra velocità di recupero, alla riduzione del vostro grasso corporeo, al potenziamento della vostra capacità di resistenza ed al rafforzamento della vostra energia.


Ricordate che, se acquisire massa muscolare, stare in forma e perdere peso sono i vostri obiettivi, allora una dieta appropriata ben bilanciata accompagnata da un adeguato apporto di integratori è essenziale. Non esiste una via facile per far dimagrire e mettere in forma il corpo, ma esiste una via giusta per farlo in modo da massimizzare i risultati. Nutrire il proprio corpo in modo corretto è il modo più efficace per rendere più efficiente sia la dieta che l'allenamento eliminando una volta per tutte e tenendo per sempre lontani quei chili indesiderati.

Articolo pubblicato su Nutrition Science, inserto di Olympian's News, da Sandro Ciccarelli Editore. Tutti i diritti riservati.

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18 maggio 2012

Un'ottima combinazione bruciagrassi? Carnitina, caffeina e colina!




di Jerry Brainum

Molti bodybuilders e altri atleti utilizzano la carnitina come integratore per “bruciare i grassi”. Questo si basa sul fatto che la carnitina, un sottoprodotto degli aminoacidi lisina e metionina, è necessaria per il trasporto degli acidi grassi nei mitocondri delle cellule, dove ha luogo l’ossidazione dei grassi.

Gli studi che hanno esaminato l’efficacia della carnitina nel bruciare i grassi sono in effetti ambigui. Alcuni mostrano degli effetti, altri no. La maggior parte delle volte, degli studi più lunghi mostrano che assumere carnitina in più ha un qualche effetto a livello di combustione dei grassi. Ci si aspetterebbe che le persone obese sintetizzino meno carnitina, mentre in realtà presentano dei livelli ematici di carnitina più alti. Di conseguenza, la carnitina probabilmente, non lavora da sola nell’aumentare la mobilitazione corporea dei grassi. In effetti, molti scienziati ritengono che non è la carnitina a determinare il tasso di ossidazione dei grassi, ma piuttosto un enzima attivato dalla carnitina, più altri fattori.


Prendere della carnitina sotto forma di integratori può risultare problematico. Per esempio, degli studi mostrano che una dose di carnitina per via orale ha una percentuale media di assorbimento pari a solo il 2 per cento. Un altro fattore è il tempo. Ci vogliono circa 90 minuti affiché la carnitina trovi la sua strada nel complesso enzimatico cellulare che trasporta i grassi o, più specificatamente, le unità di carbonio 3. Di conseguenza, mandare giù della carnitina in forma liquida prima che saliate su un tappeto per correre non avrà alcuna influenza sull’effetto di ossidazione dei grassi che voi ricaverete dall’allenamento.

Un modo per aumentare l’efficacia della carnitina è quello di assumere anche della colina. La colina, conosciuta come un nutriente lipotropo, viene utilizzata dal fegato per sintetizzare i fosfolipidi, responsabili per il trasporto dei grassi nel sangue. Per anni i bodybuilders hanno considerato la colina un “bruciatore di grassi”, cosa che in effetti era un termine improprio. La colina riduce comunque la escrezione urinaria della carnitina, che potrebbe accrescere l’assorbimento della carnitina nel muscolo. La colina si trova in grandi quantità nel tuorlo d'uovo, nel fegato di vitello e nella lecitina.

La caffeina è un’altra sostanza che, sebbene non sia un nutriente, sappiamo avere un’azione mobilizzante i grassi. Essa aumenta la secrezione di epinefrina, che stimola un enzima presente nelle cellule adipose, responsabile per il rilascio del grasso immagazzinato.

Quindi, cosa potrebbe accadere se combiniamo insieme carnitina, caffeina e colina? Questo è precisamente quello che un gruppo di ricercatori dell’Università del Tennessee ha recentemente fatto. Sono stati presi in esame 20 ratti, divisi in due gruppi; ad un gruppo è stata somministrata una miscela di colina, carnitina e caffeina, mentre l’altro gruppo ha ricevuto solo del semplice cibo. Alcuni ratti dovevano allenarsi, altri no. I ratti per cui era previsto dell’esercizio fisico, dovevano correre su un tappeto in un tipo di allenamento limitato, sei giorni alla settimana per tre settimane. I ratti che prendevano gli integratori per bruciare i grassi mostrarono un maggiore assorbimento di ossigeno nel corso dell’allenamento, un minore peso corporeo e un’inferiore livello del grasso corporeo rispetto ai ratti a cui non veniva somministrato alcun integratore. I livelli di carnitina nei muscoli e nel fegato sono risultati aumentati nel gruppo alimentato con gli integratori e questo ha portato ad un aumento dell’ossidazione dei grassi.

Come risultato, gli autori dello studio hanno concluso che: “La combinazione di colina, carnitina e caffeina con l’esercizio fisico portava ad una significante riduzione di grasso corporeo in un tempo relativamente breve. Queste osservazioni ovviamente meritano ulteriori analisi per quanto riguarda gli esseri umani”.


Articolo tratto da “Applied Metabolics Vol. 1.” di Jerry Brainum. Pubblicato in Italia da Sandro Ciccarelli Editore. Tutti i diritti riservati.

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15 aprile 2012

Gli aminoacidi ramificati fanno bruciare i grassi?

di Jerry Brainum

Gli aminoacidi a catena ramificata (BCAA) includono la leucina, l’isoleucina e la valina e sono così chiamati a causa della loro struttura chimica. La dose giornaliera raccomandata di BCAA equivale a circa 3 grammi, ma questo calcolo non comprende quelle persone che sono costantemente impegnate in allenamenti intensivi. 


I BCAA hanno parecchie proprietà uniche che gli altri aminoacidi non hanno. Per esempio, mentre la maggior parte degli altri aminoacidi sono metabolizzati nel fegato, gli aminoacidi a catena ramificata possono bypassare il metabolismo epatico ed entrare direttamente nel muscolo, dove sono utilizzati come donatori di azoto per la sintesi di altri aminoacidi vitali, quali la glutammina e l’alanina. Facendo questo, i BCAA esercitano un’azione anticatabolica nei confronti del muscolo, ecco perchè sono in assoluto la migliore forma di integrazione pre e post allenamento.


Gli aminoacidi a catena ramificata inoltre possono aiutare la resistenza muscolare, contrastando l’ingresso del triptofano libero nel cervello. Il triptofano, come i BCAA, è un aminoacido essenziale; tuttavia, negli ultimi stadi dell’allenamento, quando i BCAA iniziano ad essere utilizzati come substrato energetico, una maggiore quantità di triptofano penetra nel cervello, dove viene rapidamente convertito in serotonina, un neurotrasmettitore cerebrale che invia un segnale di fatica. Dal momento che i BCAA fermano l’entrata del triptofano nel cervello, si è visto che prenderli prima di sessioni di allenamento prolungate serve a prevenire l’affaticamento precoce.

Una recente ricerca ha indicato anche un’altra interessante proprietà degli aminoacidi a catena ramificata: la capacità di mobilizzare gli acidi grassi degli adipociti. Lo studio ha avuto come soggetti 10 uomini che sono stati sottoposti a numerosi test del sangue dopo aver consumato 20 grammi di aminoacidi a catena ramificata. Contrariamente agli altri studi che prendevano in esame i BCAA, questi soggetti non si allenavano. Entro 90 minuti dall’assunzione dei BCAA, i livelli ematici degli aminoacidi di queste persone risultavano al di sopra dei livelli di partenza del 350 per cento. Dopo due ore, i livelli erano ancora del 260 per cento sopra il livello normale. Mentre l'esperimento era in svolgimento, i BCAA stimolarono un aumento sia in termini di ammoniaca che degli acidi grassi derivanti dagli adipociti.


L’autore dello studio ipotizzò che dosi elevate e concentrate di aminoacidi a catena ramificata funzionassero da segnale metabolico per promuovere il rilascio di grasso corporeo. Questo rilascio normalmente si verifica solo con delle sessioni di allenamento prolungate, di un’ora o più, quando i livelli di glicogeno cominciano a declinare  e la liberazione degli acidi grassi serve a risparmiare il glucosio ematico in circolazione, che prolunga le capacità allenatorie di un individuo. In questo studio i BCAA avevano mostrato di promuovere il rilascio lipidico anche in fase di riposo!

Un problema legato all’assunzione di 20 grammi di BCAA è dato dal fatto che questo dosaggio può causare conseguenze gastrointestinali in alcune persone. Il meccanismo qui comporterebbe l’aumentata presenza di acqua nell’intestino, a causa della dose concentrata di aminoacidi. L’autore dello studio esaminato ha suggerito che una dose pari a 10 grammi di BCAA potrebbe funzionare quasi altrettanto bene di una da 20 grammi. Alcune persone hanno avvertito che l’assunzione di quantità supplementari di aminoacidi potrebbe portare ad uno squilibrio a livello di aminoacidi. Mentre questo fatto in teoria potrebbe essere vero, in effetti non si verifica mai nel caso degli atleti, proprio perché essi consumano così tante proteine che tutti gli altri aminoacidi sono forniti in quantità tali da bilanciare i BCAA aggiuntivi.

 Bibliografia

1 Dioguardi, F.S. (1997). Influence of the ingestion of branchedchain amino acids on plasma concentrations of ammonia and free fatty acids.

Articolo tratto da "Applied Metabolics Volume 1", pubblicato in Italia da Sandro Ciccarelli Editore. Tutti i diritti riservati.

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23 febbraio 2012

Integratori per ridurre il grasso corporeo: i termogenici


di Rehan Jalali
L'uso di integratori alimentari può essere importante per ridurre la quantità di grasso corporeo e non riguadagnarlo più. La ricerca ha infatti dimostrato che alcuni nutrienti possono aumentare la capacità del corpo di utilizzare il grasso come principale fonte energetica. I nutrienti cosiddetti "termogenici" contengono sostanze stimolanti che aumentano la temperatura corporea affinché i normali processi metabolici utilizzino più energia. Per quelli che possono essere sensibili alle proprietà eccitatorie dei "bruciagrassi", esistono anche alcune sostanze dette "non stimolanti" che, utilizzando meccanismi diversi, possono aiutare chi le assume a catabolizzare più grasso.

INTEGRATORI TERMOGENICI

Gli integratori termogenici aumentano di qualche frazione di grado la vostra temperatura basale affinché possiate utilizzare naturalmente più energia. Gli integratori termogenici sono in grande espansione perché tutti vogliono perdere quei fastidiosi chilogrammi extra che separano dalla forma fisica ottimale e da un bel "sei tasselli" definito. In questo articolo esamineremo queste sostanze termogene di dimagrimento e faremo un po’ di luce sulla loro reale efficacia.

Citrus aurantium

Il Citrus aurantium (arancio amaro o ah shiz) è una pianta che contiene l’ingrediente attivo sinefrina ed altre sostanze potenti come l’octopamina e la tiramina. È considerato un’alternativa all’efedra, ora che l’efedra è stata demonizzata e bandita dal mercato. Consideratelo il cugino chimico più calmo dell’efedra, ciò significa che esercita comunque effetti termogeni pur essendo meno stimolante per il sistema nervoso centrale. Uno studio su Current Therapeutic Research ha mostrato che una combinazione di estratto di Citrus aurantium, caffeina ed erba di San Giovanni, ha causato una riduzione notevole del grasso corporeo negli adulti sani, sovrappeso. Altre ricerche hanno esaminato le proprietà termogene delle sostanze presenti nel Citrus aurantium, comprese la sinefrina e l’octopamina, e i risultati sono molto promettenti.

Dosaggio: una dose efficace sono 20 mg di sinefrina attiva standardizzata 2-3 volte al giorno (non assumetela se siete sensibili agli stimolanti o avete problemi di salute).

Caffeina


La caffeina (chimicamente una metilxantina) è uno degli aiuti energetici (rafforzanti della prestazione fisica) in circolazione più studiati. La caffeina favorisce l’ossidazione dei grassi e la riduzione del peso e del grasso nei soggetti che svolgono attività fisica. Molti studi mostrano che la caffeina migliora la prestazione di durata sia di breve sia di lungo termine. La caffeina sembra ritardare la fatica (ritardando l’incapacità muscolare), perciò gli allenamenti aerobici possono continuare più a lungo. Uno studio, pubblicato su International Journal of Sports Medicine nel 1998, dice che “l’assunzione di caffeina può essere un aiuto energetico efficace per la prestazione nella corsa sovramassimale [di velocità massima] a breve termine”. Anche se sono stati eseguiti molti meno studi su caffeina e allenamento con i pesi, alcuni dati indicano che la caffeina può aumentare la potenza generata nelle contrazioni muscolari ripetute e incrementare la durata con la tensione submassimale (75% circa della forza massima). La caffeina funziona attraverso molti meccanismi di azione, compresi il favorire l’uso del grasso depositato per produrre energia, il rilasciare il calcio dal reticolo sarcoplasmatico – una parte della cellula da cui è rilasciato il calcio – (provocando così maggiore contrazione muscolare e produzione di forza), l'antagonismo dei recettori dell’adenosina nel sistema nervoso centrale (migliorando la concentrazione e la funzione mentale), l'inibizione della fosfodiesterasi (causando un incremento dell’adenosina monofosfato (AMP) ciclica nel tessuto muscolare, creando perciò un ambiente intracellulare più favorevole nel muscolo attivo).

La caffeina salvaguarda anche il glicogeno (depositi di carboidrati nelle cellule muscolari e nel fegato) causando un incremento dell’ossidazione dei grassi che potrebbe spiegare perché la caffeina ritarda l’incapacità durante l’attività aerobica. La caffeina ha delle proprietà diuretiche che possono ridurre la ritenzione idrica nel corpo, anche se durante l’attività fisica non sembra agire come un diuretico. Ciò nonostante, è importante bere molta acqua quando si assume caffeina. Una cosa su cui fare attenzione sono gli effetti della caffeina sulla glicemia. Anche se la ricerca non è chiara, la caffeina può ridurre la sensibilità all’insulina, perciò i diabetici devono stare attenti. Consumarne regolarmente dosi alte può anche influenzare negativamente la pressione ematica. La moderazione è vitale nell’assunzione di caffeina. Una tazza regolare di caffè contiene circa 100 mg di caffeina, però alcune ricerche mostrano che la caffeina pura (in pillola, polvere o liquida) può essere più efficace del caffè nella massimizzazione dei benefici della caffeina. Una combinazione di guaranà e yerba mate (e foglie di damiana) ha mostrato, in uno studio pubblicato sul Journal of Human Nutrition and Dietetics, di aumentare notevolmente la perdita di peso dopo soli 45 giorni d’uso.

Dosaggio: assumete 200 mg di caffeina 45 minuti prima di un allenamento.

Estratto di tè verde


Il tè verde è usato per i suoi effetti di rafforzamento del sistema immunitario e le sue proprietà anticancro. Gli elementi di maggiore interesse nell’estratto di tè verde sono i polifenoli, compresi l’epigallocatechina gallato (EGCG) e la caffeina. La ricerca mostra che questo estratto potente esercita una protezione antiossidante maggiore rispetto alle vitamine C ed E. Quello che molte persone non sanno è che l’estratto di tè verde può avere un grosso potenziale come brucia grassi. Uno studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition ha mostrato che negli umani il tè verde aumenta il dispendio energetico nelle 24 ore e l’ossidazione del grasso. Il motivo può essere il contenuto di caffeina, perché anche la caffeina ha alcune di queste proprietà, però gli autori di questo studio hanno concluso che “l’estratto di tè verde ha proprietà termogene e favorisce l’ossidazione dei grassi oltre quella spiegata dal solo contenuto di caffeina. L’estratto di tè verde ricopre un ruolo nel controllo della composizione corporea attraverso l’attivazione simpatica della termogenesi, dell’ossidazione del grasso, o di entrambe”. Probabilmente la sua efficacia è legata alla presenza di EGCG. Un altro studio recente ha mostrato che la sinergia del polifenolo catechina e della caffeina presenti nel tè verde stimola la termogenesi del tessuto adiposo bruno. L’estratto di tè verde, e il rapporto sinergico dei suoi elementi, può essere uno strumento utile nella gestione dell’obesità.

Dosaggio: può essere utile assumere 200-300 mg al giorno di estratto di tè verde, scegliete un estratto standardizzato che contiene almeno il 40% di EGCG.

Coleus forskohlii


Anche se non è una sostanza stimolante, la Coleus forskohlii è presente in formule termogene per il dimagrimento. La Coleus forskohlii (l’ingrediente attivo è la forskolina) è una pianta “energetica” che aumenta la quantità di AMP (adenosina monofosfato) ciclico nelle cellule. Aumentare i livelli di AMP ciclico (cAMP) apporta molti benefici per gli atleti, compresi il rilassamento delle arterie e dei muscoli lisci, la riduzione della pressione ematica, l’aumento della secrezione di insulina (che può condurre i carboidrati e le proteine nelle cellule muscolari per produrre energia e recuperare), l’aumento della funzione degli ormoni tiroidei (aumentando il ritmo metabolico) e l’aumento significativo della lipolisi (consumo del grasso). Oltre ad aumentare la lipolisi, la forskolina può anche inibire il deposito di grasso.

Dosaggio: una dose tipica sono 100 mg di Coleus forskohlii, standardizzata al 20% di forskolina, oppure assumere 25-60 mg di forskolina al giorno in tre dosi distinte.

Pepe di Cayenna


È noto da secoli che il pepe di Cayenna aumenta la sudorazione e influenza la temperatura corporea. La Cayenna ha proprietà metaboliche e termogene uniche grazie al suo contenuto di capsaicina (l’ingrediente attivo). I suoi effetti sulla termogenesi sono attribuiti principalmente all’attivazione del sistema nervoso simpatico da parte della capsaicina (stimolazione degli ormoni adrenalina e noradrenalina). Ciò produce un aumento del consumo energetico, della temperatura corporea ed una sensazione di calore. Secondo la ricerca, il pepe di Cayenna può anche ridurre l’appetito e l’assunzione alimentare. Nella scelta di un prodotto di pepe di Cayenna, accertatevi che contenga una quantità standardizzata di capsaicina (0,25% dell’estratto).

Dosaggio: solitamente 30 mg di Cayenna 3 volte al giorno. Potete anche spargere il pepe di Cayenna sulle pietanze per ravvivarli!

Naringina

La naringina, un flavonoide presente nel pompelmo, dà a questo frutto il suo sapore amaro caratteristico. Questa sostanza è presente in alcune formule brucia grassi, soprattutto per aumentare gli effetti della caffeina in questi prodotti. Può aumentare l’emivita di alcuni integratori(riducendo perciò la velocità a cui l’integratore esce dal corpo). Lo fa interferendo con l’attività enzimatica nell’intestino. È consigliato di evitare questa sostanza con i farmaci da prescrizione in quanto può prolungare anche i loro effetti.

Dosaggio: solitamente 100 mg di naringina 2-3 volte al giorno insieme a prodotti che contengono caffeina.

L-Tirosina

L’amminoacido tirosina agisce come un precursore diretto dei neurotrasmettitori dopamina, noradrenalina ed adrenalina. Sembra funzionare in sinergia con integratori termogeni che contengono sinefrina e caffeina. Questo amminoacido è stato chiamato l’integratore della “concentrazione” perché aumenta la concentrazione e la chiarezza mentale, cosa particolarmente utile prima di un allenamento. Sembra ritardare la fatica mentale e aumentare la prestazione fisica riducendo “l’esaurimento” dei neurotrasmettitori. Alcune ricerche recenti confermano gli effetti della tirosina di miglioramento della prestazione fisica. Cosa interessante, la tirosina coadiuva anche la produzione di ormoni tiroidei che regolano il metabolismo del corpo.

Dosaggio: dosi efficaci vanno da 1 a 3 g al giorno in due dosi distinte. Assumere la tirosina un’ora prima dell’allenamento può migliorare la prestazione. Per una spinta aggiuntiva, assumete la dose consigliata 45 minuti prima dell’allenamento, specialmente prima del lavoro cardiovascolare, insieme a molta acqua.

Articolo tratto da "The Six Pack Diet Plan" di Rehan Jalali. Pubblicato in Italia da Sandro Ciccarelli Editore. Copyright © 2008 - All rights reserved 

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17 febbraio 2012

La L-carnitina e la matrix lipolitica (seconda parte)

di George L.Redmon

Pronti per la combustione del grasso

La formazione di grasso a partire dall'assunzione di alimenti è nota come lipogenesi.

La L-carnitina viene degradata nel fegato e nei reni da dove è inviata ad altri tessuti corporei, quali muscoli scheletrici e cardiaci, che utilizzano gli acidi grassi come principale fonte di energia. Si tratta di un processo in due fasi: prima la L-carnitina immobilizza il grasso ricavato dai tessuti e lo degrada per renderlo utilizzabile come combustibile e poi i composti intermedi (gli ostinati sottoprodotti del metabolismo del grasso) sono accompagnati fuori dalla matrix mitocondriale per prevenirne l'accumulo e la formazione di nuovi grassi.

E' la natura che dà il meglio di sé e mette la sua favorita molecola lipolitica al lavoro per noi. Per ciò l'imperativo è :reload, reload, reload. Concentrazioni elevate di L-carnitina aumentano la velocità di ossidazione del grasso, mentre basse concentrazioni la rallentano. I dati di cui disponiamo attualmente suggeriscono che dosi giornaliere da 1.000 a 3.000 milligrammi di L-carnitina mantengono il sistema di trasporto in perfetto funzionamento e riducono i trigliceridi ematici, i lipidi più frequentemente riscontrati negli alimenti. La formazione di grasso a partire dall'assunzione di alimenti è nota come lipogenesi.

L-carnitina e chetosi

Il dottor Jeffrey Bland nel suo libro Octacosanol, Carnitine and Other "Accessory" Nutrients (New Canaan, Conn.: Keats, 1982) descrive la chetosi come uno stato corporeo ipoglucidico. I sostenitori delle diete chetogene insistono sul fatto che se il vostro corpo non contiene quantità apprezzabili di carboidrati cui attingere per ricavare energia, l'organismo si trova a dover far ricorso ad un carburante alternativo, vale a dire il grasso corporeo immagazzinato. Comunque se queste diete sono condotte senza monitoraggio medico, in particolare in pazienti diabetici, i corpi chetonici possono rendere "acido" il sangue, portando ad una eccessiva perdita di vitali elettroliti via via che il corpo elimina le calorie non utilizzate.
Se non tenuta sotto controllo, questa condizione può mettere a rischio di vita. I ricercatori sanno adesso che gli effetti della L-carnitina sul metabolismo dei grassi prevengono l'accumulo dei corpi chetonici. Per ciò, se seguite la dieta di Atkins o comunque una dieta ipoglucidica, trarreste grandi benefici da una supplementazione con L-carnitina.

All'interno della nostra matrix lipolitica
I mitocondri sono microscopiche "centrali elettriche" a forma di salsiccia  in cui viene processata l'energia, prodotta elettricità e scartati acqua e anidride carbonica. Gli scienziati argomentano talvolta che i mitocondri hanno una struttura così elaborata da essere cellule entro le cellule. Secondo John Pfeiffer, autore di The Cell ed ex-editore scientifico di Newsweek, l'interno dei mitocondri assomiglia ad uno spaccato in miniatura di un transatlantico, con infinite camere e compartimenti. A dispetto delle loro minuscole dimensioni, queste centrali elettriche interne forniscono alla cellula l'energia di cui necessita per crescere, riprodursi e svolgere altre funzioni, tra cui la combustione del grasso.

Nei mitocondri, gli alimenti sono degradati per formare l'adenosintrifosfato, o ATP. Questo processo trasforma i macronutrienti in una forma utilizzabile liberando l'energia immagazzinata al loro interno. I mitocondri forniscono l'energia chimica per il trasporto attivo, la sintesi e tutte le reazioni chimiche endoergoniche (che richiedono energia)  ed esoergoniche  (che sprigionano energia).

I grassi introdotti con l'alimentazione e quelli prodotti dall'organismo finiscono nel flusso sanguigno sotto forma di trigliceridi, o acidi grassi liberi, che vengono condotti alle cellule di diversi organi, come tessuti cardiaci e muscolari. Una volta che hanno trovato accesso alla cellula, una molecola nota come coenzima-A inizia a preparare i grassi per la loro successiva discesa nella matrix mitocondriale. Tuttavia il coenzima A non è abbastanza potente da penetrare la membrana interna dei mitocondri, il luogo dove concretamente ha luogo la combustione del grasso. Il processo deve essere completato dalla L-carnitina che trasporta i grassi attraverso la matrix mitocondriale interna.

I cofattori

Sono stati identificati 6 nutrienti che hanno la capacità di programmare maggior potenza o incrementare la produzione di L-carnitina e che si rivelano essenziali per la sua biosintesi: lisina, metionina, vitamina C, vitamina B3, vitamina B6 e ferro. Dei 6,  il più importante è  l'amminoacido lisina. Ci sono evidenze sostanziali a denunciare il fatto che la capacità dell'organismo di produrre completamente L-carnitina in modo endogeno è ostacolata in soggetti con carenze di lisina. Tra i più frequenti sintomi di una carenza di L-carnitina ci sono affaticamento e debolezza muscolare, oltre che accumulo di adipe nei tessuti muscolari.

La maggioranza degli alimenti di origine animale fornisce ampie quantità di L-carnitina. Al contrario cibi di origine vegetale ne procurano dosi molto basse. Le fonti più ricche sono carne di agnello e manzo, mentre pollo, lievito, latte di mucca, germe di grano, pane, cavolfiore e arachidi ne sono molto poveri.

Gli amminoacidi sono classificati come "L" (ad es. L-lisina) o "D" (ad es. D-fenilalanina). Le forme L sono nel loro stato naturale e sono biologicamente attive, cioè pronte per essere utilizzate dai tessuti umani. Le forme D sono sintetiche, cioè artificiali. Quando provvedete alla supplementazione di L-carnitina, assicuratevi di acquistare la forma L e non piuttosto  D-carnitina o DL-carnitina. Si sono riscontrate reazioni tossiche, che si manifestavano con grave debolezza muscolare, a seguito dell'uso di forme di D-isomeri di carnitina. Inoltre, maggiore è l'assunzione di D-carnitina da parte delle cellule, più lento è il ritmo con cui sono trasportati gli acidi grassi nella matrix mitocondriale.

Nei trial clinici dosi tra 1 e 15 grammi non facevano registrare alcun effetto collaterale, se si eccettua una diarrea a breve termine. La dose quotidiana di mantenimento raccomandata è di 500 milligrammi. Tuttavia, per accordare al meglio, dare una spinta d'avvio o mantenere funzionante con performance di picco il sistema di trasporto carnitino-dipendente e ridurre i livelli di trigliceridi ematici, avete bisogno di dosi da 1.000 a 3.000 milligrammi al giorno da assumere un'ora prima dell'esercizio fisico.
Un gran numero di noi fa ricorso a farmaci, protocolli e interventi chirurgici esotici e pericolosi per ottenere quel rifinito e definito aspetto di muscolosità e asciuttezza. Ed ecco che nei più profondi recessi del nostro cervello e della nostra matrix lipolitica risiede una rete di molecole e fattori chimici cruciali che sono responsabili per il mantenimento di un perfetto equilibrio e che incoraggiano il nostro corpo a perseguire la sua capacità endogena di combustione del grasso. Qualunque pratica utilizziate per modificare il vostro corpo - allenamento, digiuno, integrazione, farmaci, allenamento con opposizione di resistenza, dieta, ecc. - se non viene liberata L-carnitina, gli acidi grassi non possono avere accesso alla matrix per essere bruciati e perché ne venga impedito l'accumulo. Date quindi al vostro corpo un'opportunità di combattimento contro quei 30 bilioni di adipociti facendo un reload della vostra matrix lipolitica carnitino-dipendente con una frequente ed accorta integrazione di L-carnitina.

Benefici della L-carnitina
  • Aumenta le concentrazioni di ATP piruvato e fosfato di creatina in porzioni del muscolo cardiaco durante periodi di stress estremo.

  • Sostiene il normale flusso sanguigno promuovendo una miglior circolazione periferica

  • Migliora la resistenza alla fatica muscolare.

  • Promuove il metabolismo degli acidi grassi e dei carboidrati.

  • Protegge le pareti dei vasi sanguigni contro l'ipossia (carenza di ossigeno).

  • Stimola il rifornimento di energia al cuore, potenziando così l'efficacia cardiaca.

  • Aiuta a prevenire l'aritmia cardiaca

  • Riduce i livelli di trigliceridi, mentre innalza il colesterolo HDL.

  • Potenzia il metabolismo degli amminoacidi a catena ramificata nei tessuti dei muscoli scheletrici quando la disponibilità di grassi e carboidrati risulta limitata nel corso di periodi prolungati di attività fisica o digiuno.

  • Innalza i livelli generali di energia.

Articolo pubblicato in Italia da Sandro Ciccarelli Editore su www.olympian.it - All rights reserved 

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15 febbraio 2012

La L-carnitina e la matrix lipolitica (prima parte)

di George L.Redmon
Il punto importante da afferrare è che la carnitina è l'unica molecola in grado di agire da navetta di trasporto per i grassi - è unica e essenziale, e non può essere rimpiazzata da nessun altra sostanza.
Brian Leibovitz da "Carnitine: The Vitamin BT Phenomenon"

Nel film "Matrix Reloaded" il personaggio di Neo, ormai dotato di poteri sovrannaturali, ha uno scontro finale con il cattivo, l'agente Smith. Quest'ultimo ha trovato il modo di manipolare il programma di Matrix per generare infinite copie di se stesso e tentare di assumere il completo controllo di Matrix. Persino con i suoi poteri straordinari, Neo ha bisogno che cascate aggiuntive di energia vengano traghettate fino alla sua interna fonte di potere per consentirgli di sconfiggere l'agente Smith e la sua armata di guerrieri identici.


Questo scenario assomiglia molto alla guerra che imperversa nei recessi più profondi della nostra interna matrix di ossidazione del grasso. Che siate veterani o novizi del bodybuilding, campioni o semplici amatori del fitness, anche voi conducete una guerra contro un avversario formidabile che ha la capacità di riprodursi e moltiplicarsi. Il problema che vi trovate a fronteggiare nella vostra battaglia quotidiana per mantenere o conseguire quell'asciutto aspetto muscoloso tanto agognato è che avete qualcosa come 30 bilioni di questi agenti, ossia le cellule adipose, tutti lì a reclamare la propria fetta di torta.

Se poi siete donne, come sottolinea Debra Waterhouse nel suo Outsmarting the Female Fat Cell (New York: Hyperion, 1995), i vostri adipociti saranno fisiologicamente diversi da quelli degli uomini: più grossi, più attivi e più resistenti alla dieta o al cambiamento, per cui la vostra battaglia sarà ancora più ardua.

Esiste una matrix lipolitica?

L'affermazione di Brian Leibovitz circa l'ossidazione dei grassi implica che i grassi devono essere condotti in un luogo dove vengono bruciati o metabolizzati. Lawrence E. Lamb, autore di Metabolics: Putting Your Food Energy to Work(New York: Harper and Row, 1974) ed ex-professore di medicina alla Baylor University e direttore di scienze mediche alla School of Aerospace Medicine, ci ricorda che la vera chiave per l'ossidazione del grasso non è l'efficacia con cui si verifica il processo durante l'attività fisica, ma piuttosto quello che avviene quando non si sta facendo nulla. Lamb sostiene che da un punto di vista fisiologico abbiamo la capacità di metabolizzare grasso ininterrottamente. E' qui che entra in gioco la carnitina.

Ecco le domande chiave:

1) Come è che il grasso viene scacciato o rimosso da vari tessuti corporei e aree di accumulo per essere bruciato?
2) Dove avviene realmente all'interno dell'organismo l'ossidazione del grasso?
3) Che cos'è la L-carnitina e perché è considerata la molecola prediletta dalla natura per trasportare il grasso alla matrix lipolitica interna all'organismo?

La molecola brucia-grassi prediletta dalla natura


La L-carnitina fu scoperta per la prima volta nel 1905 da due scienziati Russi che isolarono la sostanza a partire da estratti di muscoli di vari animali. Il suo nome deriva dal latino carne, che significa appunto carne. All'inizio, si pensò che si trattasse di una vitamina facente parte della famiglia del complesso B, dal momento che contiene azoto ed è idrosolubile, due caratteristiche distintive  delle vitamine B. Fu così chiamata vitamina BT. L'errore di valutazione divenne evidente più tardi quando si scoprì che sia il corpo umano che altri organismi sono in grado di sintetizzare questa sostanza. Per definizione una vitamina è invece una sostanza essenziale per l'organismo, ma che l'organismo stesso non può produrre da solo. Il corpo umano può produrre L-carnitina a partire dagli amminoacidi lisina e metionina.

Il codice binario dell'ossidazione di grasso

Come molte vitamine B, la L-carnitina agisce come un cofattore nel metabolismo e collabora alla conversione di proteine, grassi e carboidrati ricavati dal cibo in energia per il corpo. Parte di questa energia è indirizzata all'uso immediato, parte è immagazzinata sotto forma di acidi grassi per uso successivo. Mentre l'energia immediata è bruciata rapidamente, le fonti immagazzinate necessitano di un nutriente di trasporto per mettere in moto il processo metabolico noto come lipolisi. La ricerca scientifica ha dimostrato che la L-carnitina, un amminoacido non essenziale, è la sostanza chiave che libera i grassi da vari siti di accumulo all'interno dell'organismo. Queste scoperte portano alla descrizione del ruolo critico svolto dalla carnitina nel metabolismo del grasso, la gestione del peso e la salute cardiovascolare.

Una rete aggrovigliata


Se da un lato la L-carnitina ha caratteristiche vitamino-simili, dall'altro presenta una serie di complicazioni biologiche. Gli amminoacidi, i mattoni base da cui sono costituite le proteine, rappresentano una parte vitale del vostro programma di sviluppo di massa magra muscolare. Anche se la sua funzione principale non è né la sintesi proteica né la costruzione di neurotrasmettitori (nutrienti del cervello), come è tipico degli amminoacidi, la L-carnitina è riconosciuta come appartenente alla famiglia degli amminoacidi. Le sue funzioni principali sono la produzione di energia, la costruzione di muscoli e la metabolizzazione dei grassi. In qualità di modulatore della lipolisi, è una molecola chiave responsabile del trasporto degli acidi grassi liberati in quei minuscoli inceneritori cellulari noti come mitocondri. Unica, essenziale e insostituibile, la L-carnitina è la sostanza prediletta dalla natura per l'ossidazione del grasso.

Nei panni di Neo


Senza questa fonte di potere extra il vostro innato potenziale di ossidazione del grasso rimane latente, incapace di rallentare la crescita e la moltiplicazione di quei 30 bilioni di cellule adipose che pullulano dentro di voi. Senza l'aiuto della L-carnitina, la porta di accesso alla vostra matrix lipolitica non può aprirsi per incenerire il grasso con la prontezza e l'efficacia progettate dalla natura. Da un punto di vista biologico, siamo instancabili macchine per bruciare grasso. Abbiamo un illimitato potenziale per immagazzinare, trasportare e convertire energia da fonti alimentari e vari elementi supplementali per mezzo di complesse reazioni metaboliche ed abbiamo la capacità di bruciare grasso ininterrottamente. La chiave per il mantenimento del complesso processo di sprigionamento, carico e trasporto del grasso ai mitocondri sta nell'avvio e nell'efficace compimento del processo di ossidazione del grasso persino a riposo, quando non si sta facendo alcunché.

Se la L-carnitina è classificata come amminoacido non-essenziale perché il corpo umano è in grado di produrla, i dati attualmente a nostra disposizione rivelano che in realtà l'organismo può necessitarne in quantità che vanno oltre la sua capacità di sintetizzare endogenamente questa sostanza. Questo fatto ha spinto i medici a classificarla come un nutriente essenziale sotto certe condizioni che richiede una supplementazione addizionale. Messo in termini semplici, anche se produciamo endogenamente L-carnitina, certe condizioni, come lo stress, possono renderne insufficiente l'ammontare.

Evidenze sempre crescenti hanno dimostrato che il ritmo a cui l'organismo brucia grasso è in ampia misura determinato dall'efficacia con cui agisce il sistema di trasporto carnitino-dipendente. Quando questo sistema lavora a prestazioni di picco, gli acidi grassi tratti da aree di accumulo nel fegato, nei muscoli e nei tessuti corporei forniscono considerevoli quantità di energia ai muscoli. Ciò favorisce un più vigoroso pump muscolare, che stimola l'ossigeno a circolare più liberamente, mantenendo così il ciclo lipolitico in continuo ed efficace funzionamento. Maggiore è l'apporto di ossigeno, maggiore la quantità di acidi grassi bruciati come carburante.


Articolo pubblicato in Italia da Sandro Ciccarelli Editore su www.olympian.it - All rights reserved.

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